La crisi economica degli ultimi anni si è avvitata con le difficoltà scaturite a seguito della pandemia. Anche le aziende hanno subito, e continuano a subire, purtroppo una tendenza negativa.
Con l’avvento del nuovo Codice della Crisi (CCII), il legislatore ha definitivamente introdotto alcuni importanti strumenti che consentono all’impresa ed all’imprenditore di fronteggiare il momento di crisi, di superarlo e permettere alla propria attività di continuare ad operare sul mercato.
Attenzione! Non esistono formule magiche o scorciatoie, ma strumenti che, se utilizzati bene, possono far risorgere l’azienda e dare all’imprenditore nuovo ossigeno. In tal senso, l’impresa si trova davanti ad un bivio. Può aspettare che nasca il problema oppure muoversi di anticipo, prima che si inneschi una complessa spirale patologica. In quest’ultimo caso si parla di due diligence, ossia di ordinaria diligenza amministrativa.
La due diligence si realizza mediante una mappatura dei rischi in cui l’azienda, l’imprenditore e gli eventuali soggetti posti in posizione apicale possono incappare. Sul versante economico-organizzativo, sarà indispensabile mappare i flussi di cassa, con una visione prospettica di almeno 12 mesi. La mappatura dei flussi di cassa è l’unico, reale e concreto strumento per impedire fenomeni di pre-crisi, crisi ed insolvenza. Sul versante penale, invece, l’impresa può adeguare la propria organizzazione con appositi Modelli di Organizzazione e Vigilanza per scongiurare la responsabilità penale dei cosiddetti reati presupposti.
La crisi d’azienda e la responsabilità penale sono due risvolti della stessa medaglia. Affidarsi a professionisti esperi è la prima, fondamentale regola.







