Ristrutturare i debiti per ripartire: le nuove opportunità del Codice della crisi d’impresa
Gestire una crisi d’impresa non significa necessariamente “fallire”. Negli ultimi anni il legislatore italiano ha completamente rinnovato la disciplina con il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (DECRETO LEGISLATIVO 12 gennaio 2019, n. 14 – Normattiva), entrato pienamente in vigore nel 2022.
L’Italia ha introdotto una nuova visione: aiutare chi è in difficoltà a risollevarsi prima che sia troppo tardi. L’obiettivo è chiaro: prevenire le situazioni di insolvenza e favorire il risanamento
Un nuovo approccio alla crisi
La crisi d’impresa non è più considerata come una condanna, ma come una fase da gestire e prevenire con strumenti mirati. Quando emergono segnali di crisi – calo di liquidità, debiti fiscali, ritardi nei pagamenti – l’imprenditore può attivare strumenti che lo aiutano a trattare con i creditori e trovare soluzioni sostenibili.
Il Codice introduce meccanismi che permettono di intercettare i segnali di difficoltà finanziaria e intervenire in modo tempestivo. Tra gli strumenti principali, si segnalano:
- Composizione negoziata della crisi: una procedura riservata e volontaria, seguita da un esperto indipendente che assiste l’imprenditore nelle trattative con i creditori;
- Accordi di ristrutturazione dei debiti: intese con la maggioranza dei creditori, omologate dal tribunale, che consentono di riequilibrare la situazione finanziaria senza interrompere l’attività;
- Concordato preventivo: una soluzione più strutturata, che può prevedere la continuità aziendale o, nei casi più gravi, la liquidazione controllata dei beni.
Solo quando ogni tentativo di risanamento fallisce, si apre la liquidazione giudiziale ovvero quello che prima era denominato “fallimento”.
Il Codice non si rivolge soltanto alle imprese di grandi dimensioni.
Anche consumatori, professionisti, piccoli imprenditori e no profit, possono accedere a specifiche procedure di sovraindebitamento, pensate per chi, pur agendo in buona fede, non riesce più a far fronte ai propri debiti. Le soluzioni previste includono:
- Ristrutturazione dei debiti del consumatore, basata sulla capacità di reddito e omologata dal tribunale;
- Concordato minore, per piccoli imprenditori e autonomi;
- Liquidazione controllata, che consente di chiudere le pendenze in modo ordinato;
- Esdebitazione del debitore incapiente, che permette di liberarsi dai debiti dopo tre anni, se ricorrono i requisiti di buona fede.
Che si tratti di un’azienda o di una famiglia, l’obiettivo è lo stesso — offrire una seconda possibilità e ridare fiducia al sistema economico.
L’OCC: l’organismo che accompagna il debitore nella crisi
Uno dei pilastri di questo sistema è l’OCC – Organismo di Composizione della Crisi, previsto dal Codice per assistere consumatori, professionisti e piccoli imprenditori in difficoltà economica. L’OCC è un ente terzo, imparziale e indipendente, iscritto in un apposito registro tenuto dal Ministero della Giustizia. Il suo compito è quello di valutare la situazione economico-finanziaria del debitore, predisporre con lui un piano di ristrutturazione o liquidazione e seguire la procedura dinanzi al tribunale fino all’omologazione e alla chiusura.
Il ruolo fondamentale della consulenza legale
In tutte queste procedure, la tempestività e la corretta assistenza professionale sono decisive. Un’analisi giuridica e contabile accurata può evitare che una crisi reversibile si trasformi in insolvenza irreversibile. Per questo è importante rivolgersi a un avvocato esperto capace di individuare la strategia più adatta al singolo caso. Lo studio legale Donzelli collabora stabilmente con l’OCC “Presidium Debitores”, mettendo a disposizione la propria esperienza nel diritto della crisi d’impresa e del sovraindebitamento.
Grazie a questa sinergia lo Studio assiste i clienti:
- nella valutazione preliminare della situazione debitoria;
- nella redazione e presentazione delle istanze all’OCC;
- nel dialogo con i creditori e nella fase giudiziale di omologazione del piano;
- Governance e 231.
L’obiettivo comune è quello di tutelare il debitore, ma anche di garantire una soluzione equilibrata per tutte le parti coinvolte.
Un esempio pratico: il caso di una piccola attività artigiana
Per comprendere concretamente come funziona la procedura, ecco un caso tipico.
Il caso:
– Un artigiano del settore edile, titolare di una piccola impresa individuale, accumula debiti per circa 85.000 euro tra fornitori, contributi INPS e imposte.
Dopo anni di difficoltà economiche, la situazione diventa insostenibile: le entrate non coprono più le spese e i creditori avviano azioni di recupero.
L’intervento:
L’imprenditore si rivolge allo studio legale che analizza la situazione e propone l’attivazione della procedura di concordato minore tramite l’OCC.
Con l’assistenza dei professionisti, viene elaborato un piano di ristrutturazione che prevede:
- la prosecuzione dell’attività lavorativa;
- il pagamento parziale dei debiti (circa il 35%) in rate mensili sostenibili;
- la sospensione delle azioni esecutive;
- la cancellazione del debito residuo al termine del piano.
Esito:
Il tribunale omologa la proposta. L’artigiano può così continuare la sua attività, mantenendo la propria dignità professionale e liberandosi progressivamente dai debiti.
Perché rivolgersi a professionisti qualificati
Affrontare una crisi da soli spesso significa peggiorare la situazione. Un professionista qualificato può:
- valutare in modo oggettivo la situazione economica;
- scegliere la procedura più adatta (ristrutturazione, concordato minore o liquidazione);
- garantire assistenza legale e tecnica in tutte le fasi, fino alla decisione del tribunale.
🔹 CONCLUSIONE
Il Codice della crisi e gli strumenti di sovraindebitamento non servono solo a “chiudere” una posizione difficile, ma a dare una seconda possibilità. La crisi non è un fallimento, ma un’opportunità di riorganizzazione e ripartenza. Con gli strumenti giusti e una consulenza adeguata, ripartire è possibile, sia per le imprese che per le persone fisiche.
P.R.R.- Prevenire, Ristrutturare, Ripartire, questo è il motto del nuovo codice della crisi.
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Fonti utilizzate:
Ministero della Giustizia. (n.d.). Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. https://www.giustizia.it
Normattiva. (2019, gennaio 12). Decreto Legislativo 12 gennaio 2019, n. 14 – Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. https://www.normattiva.it
Camera di Commercio di Firenze. (n.d.). Organismo di Composizione della Crisi (OCC).https://www.fi.camcom.gov.it
Organismo di Composizione della Crisi Viterbo. (n.d.). Cos’è l’OCC. https://www.occviterbo.it
Camera di Commercio di Pistoia-Prato. (n.d.). OCC – Organismo di composizione delle crisi. https://www.ptpo.camcom.it
Presidium Debitores. (n.d.). Organismo di Composizione della Crisi – OCC. https://www.presidiumdebitores.it






