Oramai sono sempre di più le persone che conseguono titoli e abilitazioni all’estero.
Per il riconoscimento dei titoli accademici (ad esempio, lauree e diplomi universitari), non esiste una direttiva specifica che stabilisca il riconoscimento automatico. Per un riconoscimento specifico, il cittadino deve rivolgersi alle autorità competenti del paese in cui desidera lavorare o studiare, che applicheranno le direttive e le linee guida europee per valutare la validità del titolo o della qualifica.
Oggi affrontiamo il riconoscimento della professione di igienista dentale, diventata fondamentale per la prevenzione e la cura delle patologie orali.
In Italia per diventare igienista dentale occorre conseguire la laurea triennale e sostenere l’esame di abilitazione con la relativa iscrizione all’albo. Se il titolo è conseguito all’estero e lo si vuole riconoscere in Italia, la pratica investe diversi passaggi burocratici ed amministrativi. Risulta necessario che il titolo sia equivalente agli standard italiani e che il professionista possa esercitare legalmente la professione. Per prima cosa è necessario ottenere un decreto di riconoscimento dal Ministeroapposito, presentando la domanda on line.
Ma attenzione, il Ministero può anche produrre un diniego rispetto al riconoscimento. Vediamo quali sono le fonti normative più importanti e poi affrontiamo i passaggi da porre in essere per presentare la domanda specificando quali sono gli errori da evitare per non ricevere un diniego.
Di seguito vengono mostrate le fonti normative e le pratiche per il riconoscimento del titolo.
Le fonti normative
La professione di igienista dentale in Italia è regolamentata da diverse leggi e decreti. Tra le principali normative, si possono citare:
- Legge n. 43/2006: stabilisce le competenze e il profilo professionale degli igienisti dentali.
- Decreto Ministeriale del 15 marzo 1999: definisce il percorso formativo per il conseguimento della laurea in Igiene Dentale.
- Legge n. 3/2018 (Legge Lorenzin): Riforma degli Ordini Professionali, compreso l’Ordine degli Igienisti Dentali, e introduce il concetto di “professione sanitaria
Le direttive comunitarie per il riconoscimento dei titoli di studio e delle qualifiche professionali all’interno dell’Unione Europea hanno l’obiettivo di facilitare la libera circolazione dei lavoratori e la cooperazione tra gli Stati membri.
Le principali direttive e/o regolamenti riferiti al riconoscimento dei titoli sono:
- Direttiva 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. Questa direttiva stabilisce le regole per il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali tra gli Stati membri. Ha introdotto il sistema della tessera professionale europea e del quadro comune di formazione. Copre le professioni regolamentate, per le quali l’accesso o l’esercizio è subordinato al possesso di determinate qualifiche.
- Direttiva 2013/55/UE che modifica la Direttiva 2005/36/CE. Migliora il sistema di riconoscimento delle qualifiche, introduce la tessera professionale europea per alcune professioni e stabilisce procedure più rapide e trasparenti.
- Direttiva 2004/38/CE sul diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Questa direttiva garantisce il diritto di soggiorno e di circolazione all’interno dell’UE, facilitando quindi anche il riconoscimento delle qualifiche professionali.
- Regolamento (UE) n. 1024/2012 relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno (“Regolamento IMI”). Esso stabilisce un quadro per lo scambio di informazioni tra le autorità competenti degli Stati membri, facilitando il riconoscimento delle qualifiche.
Il processo di Riconoscimento in Italia
Il processo di riconoscimento in Italia è regolamentato dal Ministero della Salute e si distingue per le professioni regolamentate e non regolamentate, a seconda che il paese dove il titolo è stato conseguito preveda la regolamentazione o meno. In via generale, possiamo dire che il processo è composto dalle seguenti fasi:
- Presentazione della domanda: la domanda di riconoscimento del titolo deve essere presentata al Ministero della Salute e deve includere una serie di documenti che vanno posti in allegato. I documenti richiesti sono:
- copia certificato di laurea o altra attestazione rilasciata dalla competente autorità del Paese in cui è stato conseguito il titolo;
- traduzione asseverata del titolo conseguito – su questo bisogna affidarsi ad esperti ed enti preposti;
- certificato degli esami sostenuti con i relativi programmi dettagliati rilasciato dall’Istituto/Università presso cui il titolo è stato conseguito, contenente l’elenco degli esami/discipline sostenuti/e con l’indicazione per ciascun esame/disciplina: a) dei crediti ECTS e delle ore sostenute;
- Curriculum vitae, documento di identità;
- Certificato di buona condotta rilasciato dall’autorità competente in cui è stato conseguito il titolo;
- Attestato di iscrizione all’albo del paese dove si è iscritti, se pertinente.
- Una volta presentata la domanda, segue il periodo di valutazione del Ministero della Salute il quale ha 4 mesi di tempo per esprimere un parere sul percorso formativo seguito all’estero, verificando l’equipollenza italiana e le competenze acquisite. Trascorsi i 4 mesi il Ministero produce un’istruttoria che può essere un diniego, un pieno riconoscimento oppure può chiedere all’interessato un’integrazione qualora emergano discrepanze significative tra il percorso formativo estero e quello italiano. In questo caso, il richiedente potrebbe essere chiamato a colmare le lacune con lo svolgimento di alcuni esami o a seguire corsi aggiuntivi.
- Una volta completata l’iter, il Ministero della salute rilascia il decreto di riconoscimento che consente al professionista di iscriversi all’albo degli igienisti dentali in Italia e di esercitare la professione.
Per i cittadini dell’Unione Europea può essere relativamente facile il riconoscimento, grazie alle direttive europee sopra menzionate. Le cause del diniego possono essere ricondotte, invece, alla mancanza di documentazione, ad una scorretta traduzione asseverata dei titoli, oppure ricondotto ad un titolo conseguito all’estero non ritenuto valido.
Insomma, l’iter è molto rigoroso e dettagliato, ma garantisce ai professionisti di acquisire gli standard di formazione necessari per esercitare la professione in Italia. Per presentare la domanda e richiedere il riconoscimento il richiedente può delegare una figura terza ovvero un esperto dell’iter amministrativo.






